Commento al libro Una Sirena con la felpa

Vi abbiamo già parlato di questo libro, Una sirena con la felpa, in cui si narra anche della nascita di Urban Arts.

Una nostra giovanissima allieva, Anita, 13 anni, ha scritto questo post sulla pagina facebook di Una sirena con la felpa :

“Come alcuni di voi avranno già letto, il libro parla di una storia travagliata, drammatica la potremmo definire, ma con un bel finale, un finale che l’autrice sta ancora vivendo. Immagino che per scriverlo abbia dovuto tirar fuori le palle (scusate il termine); a mio parere, ripercorrere passo dopo passo, punti così cruciali della sua vita dev’essere stato uno strazio, ma penso che la scrittura l’abbia aiutata.
Personalmente ho potuto constatare, osservando l’autrice prevalentemente durante lezioni di danza, che è una persona che affronta tutto con il sorriso e assolutamente disponibile con tutti, senza tralasciare il fatto che ha anche carattere e proprio per questo sembra quasi impossibile che alle sue spalle abbia lasciato una vita del genere… Inoltre ammiro molto il fatto che abbia descritto la sua realtà com’era, nuda e cruda (forse con qualche censura, per rendere il libro fruibile anche ai giovani, come lei stessa ha ammesso più volte), non come altri scrittori che necessitano di ‘mascherarla’ per il semplice motivo di farla apparire più ‘invitante’. Detto ciò, c’è da aggiungere che è un libro abbastanza strong, ma è anche per questo che lo amo.”

Se volete visitare la pagina facebook di Una sirena con la felpa

https://www.facebook.com/Unasirenaconlafelpa/?ref=ts&fref=ts

Una allieva di Urban Arts ha recensito Una Sirena con la felpa

Pubblichiamo questa recensione, che ha colpito tutti quelli che l’hanno letta, considerando l’età della ragazza che l’ha scritta, Mariam, 16 anni, allieva di Urban Arts Academy. Vi dimostriamo che anche i ballerini sanno leggere, oltre le righe, scrivere e far commuovere

RECENSIONE LIBRO “UNA SIRENA CON LA FELPA”
-Mariam Nofiss

“Alla mia famiglia artistica,
ai miei ‘figli degli altri’.
Alla mia Urban Arts Crew, che difenderò sempre, comunque.”
Con queste parole, Valentina Julie Orlandi inizia a raccontare la sua storia, dedicando il libro ai suoi allievi, che hanno avuto, in diverse situazioni, un ruolo fondamentale nella sua vita.
Leggendo “Una sirena con la felpa”, mi è sembrato di accendere il mio lettore mp3, in riproduzione casuale. I numerosi capitoli corrispondono alle diverse canzoni. Sono tutte molto brevi, in modo tale da non essere annoiata dallo stesso ritmo: esso infatti, nel corso dell’ascolto (o della lettura, nel nostro caso), non è mai banale, anzi, è incalzante, e in qualche modo ti induce a non saltare le tracce. Ogni canzone ha una musicalità diversa. Le prime melodie sono tranquille, in modo tale che i ricordi dell’infanzia riaffiorino. Grazie alle note (le parole), si riesce a percepire l’amore che lega Julie alla sua mamma, e più in generale alla sua famiglia. La melodia leggera di una chitarra, che narra le vicende della sua tenera età, viene troncata da un colpo sordo. La morte si presenta per la prima volta nella vita di Julie, e purtroppo le porta via anche quella spensieratezza: per ore non ho più sentito la dolce melodia della chitarra, sostituita da un violino. Un doloroso lamento la accompagna per i successivi anni della sua vita, peripezia dopo peripezia, lotta dopo lotta, sia interna che contro il mondo. C’è però un suono, comune in tutte le canzoni: la batteria di sottofondo, che batte il ritmo del cuore. In certi brani è più lieve, ma man mano che la protagonista cresce e si stabilizza, il battito diventa sempre più forte. Questo suono, nella vita di Julie, rappresenta proprio la musica. Essa è il filo conduttore, che per trentatré anni è rimasto, forse, l’unico elemento di sicurezza che ha trovato durante tutto il corso della sua esistenza. Dal canto, alla danza, ha sviluppato sempre di più la sua passione in contemporanea con il suo essere. Io personalmente, da ballerina, quando sento una batteria incalzante, inizio a muovere la testa e il busto a ritmo di musica. Ho iniziato a fare ciò nel momento in cui Julie è entrata a far parte del D4, un gruppo di ragazzi che ha una sola cosa in comune: la cultura hip hop. Quei capitoli sono stati una magia: l’autrice è riuscita a farmi viaggiare nel tempo, e mi è sembrato di vivere quel periodo e quelle brevi avventure in prima persona. Nella canzone successiva è subentrato un nuovo strumento: il flauto. Con la sua melodia dolce e soave ha portato l’amore nella vita della protagonista, e così, lento e silenzioso com’è arrivato, dopo brani e brani, il suo suono è sfumato. Nel frattempo la musica era più allegra, e un po’ la canticchiavo: tutte noi ci innamoriamo come Julie, lei ha solo dato voce alle sensazioni comuni. E dopo è arrivato lui: il pianoforte. Così dolce, ma allo stesso tempo potente, penetrante, vivo, solenne… E con la sua comparsa, è arrivato anche il “principe azzurro”. E’ un amore che emoziona chiunque, che trasuda dalle parole dell’autrice e arriva dritto al cuore. Ma poi, quando la musica mi fa brillare gli occhi, ecco un altro colpo sordo. La morte si fa di nuovo largo tra la felicità di Julie, e con se porta una condanna: un testamento, che la legherà ad una persona e che le negherà la libertà. Questa musica straziante, però, ha avuto sempre quella batteria e quel pianoforte in sottofondo, e quindi non ho potuto smettere di ascoltare…
Ma ricapitoliamo…
Un violino di sottofondo che accenna una lieve malinconia, la batteria della musica, il pianoforte dell’amore e… vi ricordate quella chitarra dell’infanzia? Tutti questi strumenti, messi assieme, danno vita alla canzone finale, la più bella di tutta la playlist. Questa canzone rappresenta la Crew, che Julie, ormai diventata insegnante, ha creato. La sua famiglia artistica, della quale lei e il suo principe azzurro sono le ancore, i punti fissi. E così come lei ha trovato la sua roccia nella musica, molti dei suoi ragazzi la ritrovano in lei. E, finalmente, ci si può scatenare su questo ultimo brano.

Sirene, libri, Urban Arts, ecc…

Come già citato nel post del 28 ottobre 2015, la direttrice di Urban Arts Academy, Valentina Julie Orlandi, sta presentando attraverso i video su youtube ed alcuni eventi, il libro Una Sirena con la felpa, dove è narrata la sua storia, un mondo di musica  hip hop e non solo, e la nascita di Urban Arts. Nel libro vi sono inoltre diverse testimonianze dei ragazzi di Urban Arts.

Anticipando i prossimi eventi di maggio e giugno, vi postiamo un video dal canale youtube Una Sirena con la felpa. Canale dove troverete brani interpretati dalla stessa autrice e da alcuni ragazzi di Urban Arts e della scuola di musica amica, (presso cui l’autrice insegna canto moderno) Ensemble Armonia di Cordenons, con testi tratti dal libro, più tutorial, vlog e molto altro…buon Youtube!

Il Viola come tratto distintivo

Usiamo spesso il colore viola nella nostra scuola, tanto da averlo inserito nei loghi di divise e materiale divulgativo.
Una scelta insolita per chi lavora in ambito artistico e dello spettacolo, in quanto il viola viene considerato un colore porta sfortuna. Questo perché, essendo il colore liturgico della Quaresima, in passato significava per gli artisti erranti un periodo in cui le persone per penitenza si astenevano dall’ assistere agli spettacoli, con conseguente calo di guadagni.
Essendo il nostro approccio didattico razionalista e libero da superstizioni non ci siamo posti il problema, finché non ci è stato fatto notare e da quel momento abbiamo capito che questa sarebbe stata una caratteristica simbolo del nostro approccio libero da sovrastrutture folcloristiche ed anacronistiche.

Una Sirena con la Felpa: in un libro come é nata Urban Arts

Il 23 ottobre 2015, presso il Centro Culturale A. Moro di Cordenons, é stato presentato il libro Una Sirena con la felpa, racconto-veritá basato sulla vita della direttrice di Asd Urban Arts Academy, Valentina Julie Orlandi. Nel libro, un ruolo centrale hanno i personaggi che con lei fonderanno quest’associazione e gli allievi che ne faranno parte, o vi entreranno in contatto (come gli studenti di canto).

Un testamento è la rete che imbriglierá la sirena Julie, nel momento in cui starà conquistando le sue gambe, dopo aver cantato tutta la sua disperazione.

Un libro denso di ricordi, tristi, ma anche comici, ambientati grazie ai richiami musicali dei vari periodi. Un libro sulla vita di chi, malgrado tutto le stesse crollando sotto alla… “coda”, grazie a dei personaggi quasi mitologici, per originalitá e “magia”, é riuscita a dare un senso a questa vita “che senso non ne ha” come cantava Vasco.

Musica, hip hop, sia cantato, che ballato, vissuto con la crew D4 e non solo, amici, amore, sogni e dolori, in quel del nord-est, conformista e bigotto, che i nostri protagonisti dimostreranno di poter cambiare, piano piano, con la cultura, l’apertura, la forza dei sentimenti, la tenacia e il rispetto per gli altri.

Disponibile presso le librerie Il Segno, i negozi Charme, La Coccinella, Piccolo Mondo e acquistabile online.

Per info:

tweetter @unasirenaconlaf

youtube: Una sirena con la felpa

https://www.youtube.com/channel/UC-17GUwYNBT4i8ZBbJUHTyA

Vest’O Beats feat. Fure Boccamara – Manifesto di rivolta (VIDEO)

MDR-outnow

New York, New York!

Il videoclip del brano Manifesto di Rivolta di Vest’O Beats con la partecipazione di Fure Boccamara è disponibile da ora!

Il brano sarà inserito nel mixtape di prossima pubblicazione Thumbs: UP!, episodio conclusivo della fortunata serie Opposable Thumbs: UP! che nel 2011 ha visto la pubblicazione di otto album in otto mesi con grande interesse di pubblico e critica.

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