Coordinazione

Ieri sera, al corso di aggiornamento del Coni, il professore ci parlava di come la tecnica consista nel far sviluppare e perfezionare la coordinazione dei movimenti specifici della disciplina che stiamo insegnando, in concomitanza di variabili contestuali. Questa cosa non è vera solo per lo sport, infatti lui parlava anche dell’abilità di un calzolaio che svolge il suo lavoro con precisione. Personalmente ho pensato quanto la coordinazione motoria sia fondamentale nel canto e quanto sia difficile impararla, in quanto nella danza e negli sport possiamo completare la cinestesia con la vista, ma nel canto devi completarla con il riconoscimento uditivo della natura della provenienza del suono. Voi direte:”Ma viene dalla bocca, no?”, ma non è così semplice. Un buon suono aperto deve risuonare in alcune parti del corpo, petto, piuttosto che faringe alta, o testa, coordinando le stesse con la spinta diaframmatica gestita dagli addominali e le posizioni di testa, bocca, collo, palato, lingua, epiglottide. E queste ultime tre non le puoi vedere agilmente, puoi cantare con uno specchio davanti, ma per muoverle devi imparare ad immaginarle e sentirle sia fisicamente, sia come suonano acusticamente (il suono varia molto la sua natura a seconda di come esse sono disposte). Coordinazione. Alla fine tutto ciò che funziona, funziona grazie a questo concetto, tutt’altro che scontato.
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